Maghi di Ozzy – Biografia

Vi ricordate i 4 personaggi della fantastica storia del Mago di Oz?? . . .dunque . . c’era il leone codardo in cerca del coraggio, l’uomo di latta arrugginito senza cuore, lo spaventapasseri senza cervello e la piccola Doroty, persa nel ciclone della vita. Si molte cose nascono per analogia, ma questa band è un pò più divertente della fiaba e si comprende che la realtà, supera spesso la fantasia. Infatti se torniamo indietro nel tempo, strizzando l’occhio al buco della serratura, vediamo la prima band dei Maghi di Ozzy, ed alcune figure davvero strampalate.

Dietro una batteria di circa 36 pezzi (tranquilli nessuno vende pentole) si cimentava,anzi, appena appariva, data la quantità di piatti e tamburi che lo ricoprivano, il mitico Kekkino, fissato con i Guns’N’Roses, e con l’eccesso di rullanti, era anche il fornitore della sala prove dove suonavamo, uno scantinato con un pavimento rimasto a cemento che riempiva i nostri pantaloni di polvere fino al ginocchio, e delle pareti a mattoni non ben rifinite tipo muro di Berlino che però facevano molto street/rock. Era il nostro mondo, era tutto , era uno spazio libero.

Ops. . .scusate spostate un attimo l’ occhio dalla fessura, stanno entrando le nostre groupie (ovvero le nostre fans femmine)e si siedono sul letto, molto tattico in sala prove, dava già delle indicazioni subliminali, ma cosa succede ? La musica si ferma Kekkino sparisce e dopo poco torna vestito solo con le mutande! Era una prassi comune, ormai le ragazze non si scandalizzavano più, lui mostrava la sua virilità e noi ci sentivamo più liberi di fare ciò che volevamo. Era il batterista, l’uomo della latta coraggioso a tal punto da mettersi quasi nudo, ma col cuore sempre legato per fare il primo passo verso l’aura femminile.

Ora silenzio però che la musica ricomincia, il chitarrista Sornaca, con il suo fare pacato, alla vista delle ragazze si accende e si riempie di energia, io non devo più pregarlo per suonare e le sue note si arricchiscono di una luce nuova, si percepisce che la motivazione (femminile) muove le stelle gli altri pianeti e qualche altra cosa. Forse era lui il primo spaventapasseri della nostra storia, sempre ondeggiante, col suo metro e novanta in balia del vento, amante del metal e del Art core , con le tasche piene solo di pagliuzze, ma pronto ad attivare tutto il suo savoir faire, quando le passere gli si avvicinavano.

Al basso Francys un leone da palcoscenico, di stampo Blues, che scriveva decine di pezzi sulle pareti, ma poi non voleva mai cantarli sul palco, ed io il Mago di Oz, già al tempo Ozzy, che come nella fiaba ero e sono solo un povero inventore, perso con la sua mongolfiera, che cerca di riscattarsi portando tutti a casa.

Spostandosi fuori dalle mura domestiche, per capire il contesto intorno a noi, nel meraviglioso mondo in collina, fra San Quirico e Pienza, alla fine di una valle verdeggiante e ventilata, con al centro il fiume Orcia, l’occhio non era più ristretto al buco della serratura, ma correva fino alle pendici del Monte Amiata; qui aitanti giovani avevano organizzato magistralmente una festa della birra; fu il nostro primo concerto, cinque cover ed un brano originale, eravamo persino senza nome ed un amico bassista, Atreio, fece scrive sulla locandina Maghi di Ozzy, fu una gioia immensa per noi vedere li il nostro nome, ma sopratutto tanti ragazzi che si aiutavano l’un con l’altro, per costruire capanne cucina, bar ed un bellissimo palco. Vennero a cena centinaia di persone, ed io salito sul palco saltavo come un grillo, tanto che, le tavole poco stabili, facevano cadere il rullante al batterista, che puntualmente mi lanciava le bacchette per calmarmi. Pochi pezzi e tanti applausi, forse per motivarci a fare meglio. Avevamo rotto il ghiaccio, per noi era una prova e l’avevamo superata, infatti di li a poco con la strampalata brigata, ci trovammo a suonare in caldissime feste di paese, fumosi scantinati e persino in ristoranti, logicamente fuori orario pasti. Molto divertente fu un concerto, in apertura al gruppo già famoso Apres la Classe, quando venne il momento di salire sul palco, era sparito l’uomo di latta!! azz!! cerca, cerca, chiama a squarciagola, telefona, gira, gira, il batterista non appariva, dov’era finito? arrampicato su un albero.

Dicci un pò? cosa stavi facendo lassù? dobbiamo iniziare il concerto!! muoviti!! e lui con molta calma . . .stavo pensando. Da li capii che le nostre strade non si potevano congiungere, aggravò la situazione un processo per problemi tecnici, uno scambio di fidanzate ed il gruppo pacatamente si sciolse.

La musica continua, mi ripetevo, siamo tutti utili e nessuno è indispensabile, infatti di li a poco, trovai un grande amico, J Lo Casini, batterista, deciso e dalla bella pacca, Marco Nanna chitarrista fender/ista e Ciolfi al Capone al Basso, Erano i primi anni 2000, ancora c era gran voglia di far festa, e la tecnologia nei piccoli paesi, non aveva ancora preso il sopravvento sulla cognizione umana.

Quindi la voglia di fare musica portò ad allargare i nostri orizzonti, uscendo fuori dalla provincia per alcuni divertenti concerti, eravamo più uniti e frizzanti quindi ci chiamammo “Zest”. Molti Live tra feste private, spiagge e notti insonni, camper in ebollizione e amplificatori distrutti, finchè ci ripulimmo un po’ per la chiamata al festival della Val d’Orcia in apertura ai Baustelle, già nota band musicale italiana, anch’essi provenienti dal sud di Siena, fu una serata bellissima nello stupendo giardino Chigi;

Ma, credete sia facile tenere insieme una band? Più o meno come tenere insieme un leone un uomo di latta ed uno spaventapasseri, infatti di li a poco molti personaggi si passarono lo scettro, anzi la chitarra, tramandandosi i pezzi di dita in dita, il mitico Pisù, tecniche e capacità oltre la media, così come le figure che faceva con le donne, poi Sasso Marconi altro velocista alla Malmsteen, che pensava la chitarra come al moto gp, intanto Al capone al basso lascia spazio a Lucky volpone. Ognuno di loro è stato indispensabile e partecipe al momento stesso, si sa che l’arrivo è sempre molto importante ma è il viaggio che conta, esperienza e conoscenza, siamo qui per questo, ed i rapporti interpersonali sono la vera ricchezza, potrei dire che neanche l’amore supera la vera amicizia, poiché è compreso in essa.

La sei corde con il caldissimo bluesman A.A.A. Ferro cambia ancora style e sembra che la sua mano parta dal cuore, mi perdoneranno Jimi Hendrix e Keith Richards per il paragone che spesso gli spettatori gli attribuivano.

Il nuovo arrivato Simon le Bass alle 4 corde gravi, non perde un colpo ed il sound si riempie di una aria nuova, infatti con il giovanissimo chitarrista Maycol Night, riusciamo a suonare di spalla a gruppi già affermati come: Matrioska, Bud Spencer Blues Explosion e Verdena. Di li a poco però differenti visioni, arcuate opinioni e impegni personali a milioni portarono il gruppo alla divisione.

Io solo soletto, con la mia testa gonfia come una mongolfiera di sensi di colpa e pensieri, cercai di volare qua e la; tra il nodo al cuore per aver lasciato i miei carissimi amici di viaggio e la speranza di avvistarne nuovi. Un anno buio per me, pieno di rimorsi e di zavorre, la musica è la mia vita, ed avevo come la sensazione di aver perso tutto il gas per volare, anche se in realtà un virtuoso delle 6 corde non si era troppo allontanato, Maycol Night.

Un anno buio senza concerti, quando finalmente ho capito che i miei pensieri dovevano essere orientati sulla soluzione e non sul problema! Infatti dal cilindro salta fuori un personaggio iper tatuato, Prippri, appassionato batterista proveniente dal monte di Iside, reduce da molte cover band, tutte più o meno concluse per incomprensioni.

Con Prippri e Maycol, si ritrova una certa magia, una voglia di stare li a provare, di guardarsi negli occhi fiduciosi di poter trasmettere belle sensazioni, quindi riprendiamo il Vecchio nome Maghi di Ozzy e riprendiamo anche il viaggio macinando strada, infatti la nostra energia e il nostro affiatamento ci porta subito a fare moltissimi Kilometri per i concerti, dal nord al centro Italia, circa quaranta date in un anno concludendo la stagione estiva con il concerto all’Home festival di Treviso.

In quest’anno molti bassisti si sono alternati tra i quali Daniel Yang, giovane sciupafemmine e Chris Cool, surfista californiano.

Da tante piccole cose si percepisce il nostro affiatamento e la voglia di suonare, come quella volta che partiti per un concerto nel nord di Milano, dopo circa 80 Km la nostra macchina era già sul carro attrezzi per un guasto meccanico. Torniamo o casa? Voi cosa avresti fatto? Noi ci siamo messi all’opera, chiamando una nostra amica nelle vicinanze riducendo al minimo la strumentazione, ma arrivando giusto in tempo per suonare live! Quindi in ogni posto che andiamo stiamo al top, poiché la casa siamo noi stessi, che suoniamo con 30000 watt d’ impianto oppure semiacustico, il presente è tutto ciò che abbiamo, e gli strumenti per esprimerci sono molti, compresi quelli musicali e quelli magici.

Un sound intrigante quello dei Maghi di Ozzy un momento ti trasporta in un mondo incantato e ti culla con le sue melodie dolci, un momento ti trovi a muovere le gambe ballando senza neanche sapere perché, un attimo ti spinge prepotentemente all’introspezione, necessaria all’ esplosione, per il prossimo pezzo! Testi diretti, intriganti , a volte irriverenti, a tratti poetici, tutto bolle nel pentolone affinchè ogni canzone, sia una magica emozione!

Melodia Magia Maghi di Ozzy!!

Davide Andrea Monaci: Detto Prippri, collabora con Mike Terrana (Malmsteen, Rage), tra cui è anche il manager in Italia x organizzare drum show, drum clinic e masterclass; ha collaborato con Mike Mangini (dream Theater ,G3)e drum camp insieme in Toscana, collaborazione con Horacio el negro Hernandez (Santana,Tito puente), non ha ancora smesso di studiare e di mangiare quintali di salame. Continua tuttora a prendere lezioni con Maurizio De Lazzeretti (orchestra Rai), Roberto Gualdi (pfm, Vecchioni)e Alessio Guadagnoli.

Maycol Chechi: Detto Maycol Night , anche chitarrista ufficiale nelle tournèe di Gaia Kinks, ha un trascorso da musica elettronica, ha preso lezioni, da Massimo Varini e Giacomo Castellano, ma possiede uno stile internazionale che innesca tecniche evolutive, ma soprattutto nel tempo libero gioca a Tetris con pietre e mattoni veri , di varia dimensione . .

Paolo Ciacci: Detto Ozzy, Cantore, trova ispirazione nella meditazione e nel Brunello di Montalcino.